La Birra Artigianale è LEGGE!!!

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Ebbene habemus cervetia, o meglio come in molti sapranno la Camera ha da poco (18 Febbraio 2016) approvato la prima legge sulla birra artigianale.

Secondo il testo di legge:

Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione.

Di conseguenza la legge definisce implicitamente anche cosa sia un birrificio indipendente

…si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza e la cui produzione annua non superi i 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di prodotto per conto terzi.

Possiamo dire se non altro che almeno un vuoto legislativo è stato colmato, anche se come già molti altri hanno scritto la legge lascia una serie di interrogativi, primo fra tutti quello legato ai beer firm. Per chi non sapesse di cosa parlo, si tratta di tutti quei birrai che producono birra pur non avendo un impianto di proprietà, ma si appoggiano ad altri birrifici che realizzano le loro “ricette”. A questo punto secondo la legge quella dei beer firm può essere considerata birra artigianale? È necessario che l’impianto a cui ci si appoggia sia un birrificio artigianale?

Un altro appunto che qualcuno ha fatto riguarda quei 200.000 ettolitri che sembrano parecchi per qualsiasi birrificio a carattere artigianale, ma qui c’è poco da fare ci si deve adattare alle normative europee.

La cosa più importante però è che ancora non si parla di accise. Niente agevolazioni quindi per i piccoli artigiani ed ancora una tassazione tra le più pesanti d’Europa.

Per quanto mi riguarda sono contento che finalmente sia stata fatta un pò di chiarezza sulla questione, ma mi rimane sempre quel retrogusto amaro (purtroppo non di luppolo) di una cosa lasciata a metà.

Vedremo se le cose nel futuro cambieranno, visto che comunque un segnale positivo è arrivato.

Ad maiora.

La Sbracata – una IGA da provare

Eccoci qui per il primo articolo ufficiale di questo blog.

Inauguriamo quindi il tutto parlando di una birra fresca fresca di produzione.

Sto parlando della Sbracata new entry del Birrificio Turbacci di Mentana. Tralasciamo la descrizione di questo birrificio che sta ottenendo sempre più apprezzamenti nella piazza romana rimandandola magari ad un altro articolo (fateci sapere se la cosa vi può interessare) ed andiamo a descrivere la neo arrivata.

Si tratta di una IGA acronimo che sta per Italian Grape Ale, uno stile particolare e tutto italiano. Il famoso Berr Judge Certification Program (BJCP), organizzazione nata in America nel 1985 con l’obiettivo di formare e certificare giudici e degustatori birrai, ha pubblicato la nuova edizione delle Beer Style Guidelines, una guida ai diversi stili di birra. In questa edizione per la prima volta figura l’italian Grape Ale tra i “local styles” che si sono affermati a livello internazionale. Una bella soddisfazione per i birrai italiani.

Ma in pratica di che tipo di birra si tratta? E’ una birra che viene ottenuta dall’unione del malto con uva o più spesso con mosto d’uva che sempre più birrifici stanno prendendo in considerazione. Esistono infatti numerosi esempi di IGA proposte negli ultimi anni dai mastri birrai italiani.

La sbracata

La Sbracata, la nuova IGA di casa Turbacci

Ma veniamo alla nostra Sbracata. Come detto è una IGA prodotta con mosto di uve cesanesi di un colore rosso rubino molto intenso. Le note sono molto dolci e ricordano da vicino sia il gusto che i profumi tipici del Braghetto d’Acqui (da cui la birra trae ispirazione per il nome) con una frizzantezza meno marcata e un buon equilibrio. La gradazione alcolica sebbene importante (sono 7,5% vol.) non si avverte e scende giù che è un piacere, lasciando un retrogusto dolce molto marcato.

Data la particolarità della tipologia non è una birra a tutto pasto, ma trova la sua massima espressione accompagnata da un buon dolce, il massimo a mio parere è abbinarla ad una cheesecake ai frutti di bosco.

In conclusione una birra sicuramente interessante adatta a chi ama i sapori che più si avvicinano a quelli dei vini rosati con note molto dolci e morbide.

Al momento l’unico modo di gustarla è andare al Birrificio Turbacci in quanto non è stata imbottigliata e non è chiaro se lo sarà mai. Che aspettate andate a provarla.

Alla prossima.

 

Il Nido è aperto!!!

Salve a tutti,

è con sommo piacere che do ufficialmente il via a questo  blog che ha come unico scopo quello di divulgare la nostra passione per l’augusto nettare che ci delizia fin dai tempi degli Antichi Egizi: la Birra ed in particolare la birra artigianale in tutte le sue espressioni.

Complice con me sarà il Prode Marco, appassionato di Birra e soprattutto grande esperto di IPA (e noto alcolista ^_^).

Beh bando alle ciance e si dia inizio alle danze.

A breve il primo post.

STAY TUNED!!!