Lo “strano” caso della Birra del Borgo

Cari amici di bevute eccoci di nuovo qui con voi.

Questa volta farò un articolo un pò diverso dal solito. Non vi parlerò di quello che ho bevuto in settimana, ma ci concentreremo su un paio di notizie (in particolare una a dire il vero) che hanno sollevato un vespaio nel mondo della birra artigianale italiana sia per gli addetti che per i semplici appassionati.

Sto parlando ovviamente dell’acquisizione di Birra del Borgo da parte del colosso Anheuser-Busch (AB) InBev. Ho letto innumerevoli articoli e ascoltato i pareri più diversi e mi sono fatto la mia idea che vorrei condividere con voi.

Per prima cosa analizziamo bene i fatti. Ab InBev ha acquisito il 100% di Birra del Borgo, lasciando il suo patron come amministratore delegato. Una mossa ormai comune per queste multinazionali che acquistano marchi italiani. Non a caso la Unilever fece esattamente lo stesso con le gelaterie Grom.

Da questo si è alzato un polverone tra chi (pochi devo dire) ha visto nell’acquisizione un riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto dal fondatore Leonardo di Vincenzo e chi invece ha paventato la fine dell’artigianalità del marchio con una conseguente diminuzione della qualità. Numerose sono state infatti le critiche soprattutto sui Social non solo da parte degli appassionati, ma anche dai fondatori di altri birrifici, primo fra tutti il famoso Teo Musso di Baladin.

A questo punto mi viene da chiedere: ma veramente qualcuno può arrivare a credere che una multinazionale possa acquisire un marchio che ha fatto dell’artigianalità e della qualità un vessillo per anni, per trasformarla radicalmente aumentando la produzione a discapito della qualità?

Io credo che questa multinazionale (come altre del resto)  si sia accorta del crescente interesse verso la birra artigianale in Italia e abbia giustamente pensato di investire in un fenomeno nuovo (ricordo che il mercato della birra artigianale rappresenta solo il 3%) con notevoli possibilità di crescita. Non credo, inoltre, che la stessa multinazionale possa avere l’interesse a modificare radicalmente un prodotto che sta avendo un buon successo.

Per concludere io vedo questa situazione in modo positivo. da una parte il riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto da Birra del Borgo, dall’altro l’opportunità della stessa di poter crescere potendo contare su delle risorse che non si sarebbero potute trovare da nessuna altra parte.

Ad ogni modo vedremo come si evolverà la situazione nel futuro. E voi che ne pensate?

A presto e buona bevuta!!!

Una interessante brianzola.

Salve o appassionati birrofili,

la birra di cui vi voglio parlare oggi è frutto di un dono da parte di un mio collega che ringrazio. La birra in questione è prodotta dal Birrificio Rurale di Desio.

Il birrificio nasce inizialmente a Pavia nel 2009, dalla passione di 5 amici amanti dell’augusto nettare. Pian piano il progetto è cresciuto e ha portato i 5 colleghi a spostarsi,

nel 2013, a Desio nel cuore della Brianza. Anche in questo caso uno dei fondatori è un Ingegnere informatico, che il karma mi stia mandando un messaggio??

Ad ogni modo in breve tempo, il birrificio ha ottenuto sempre maggiore attenzione portando anche numerosi premi per le birre prodotte. Una bella realtà italiana quindi, che vi consiglio quanto meno di esplorare.

Ma veniamo alla birra in esame. Parliamo oggi della 3° Miglio, una APA decisamente notevole.

3° Miglio

Questa birra si presenta immediatamente con un profilo di tutto rispetto in quanto ha vinto, al concorso Birra dell’Anno promosso da Unionbirrai del 2010, il primo posto nella

3° Miglio

3° Miglio

categoria “Birre ad alta fermentazione tra i 12° e 16° Plato” (per chi non lo sapesse i gradi plato misurano la densità di saccarosio, cioè di zucchero, nella birra). Quindi con grande rispetto mi appresto all’assaggio.

A naso si avvertono degli intensi sentori di agrumi che invitano subito all’assaggio. La schiuma ha una buona corposità, ed anche la carbonatazione non è eccessiva.

In bocca gli aromi si mischiano inizialmente a delle note maltate per poi passare prepotentemente la mano ad un gusto amaro intenso e avvolgente dato dall’abbondante luppolatura. Il retrogusto rimane intensamente amaro e pulito ed invoglia “pericolosamente” ad una ulteriore bevuta. Dato il mio amore per questa tipologia di birra, non posso non apprezzare la 3° Miglio, sicuramente da non perdere per gli appassionati delle APA. Se devo trovare un difetto è che si trova solo nel formato da 33cl in bottiglia (la potete anche acquistare nei fusti da 20, 25 e 30 litri, ma quello è alcolismo :))

Date le premesse non mi resta che provare anche le altre birre di questo ottimo birrificio. Nel frattempo… buona bevuta a tutti!!!

Tipologia APA
Colore Dorato chiaro
Gradi 5,8%
Temperatura 10-12°C

Sito Web:  http://www.birrificiorurale.it/

Facebook: https://www.facebook.com/BirrificioRurale/