A spasso tra le colline viterbesi con la Hilltop Brewery

Buongiorno cari miei 25 lettori,

oggi vi voglio parlare di un paio di birre che ho assaggiato nel fine settimana.

Si tratta della Wot Hop e della Hop Hill IPA del birrificio Hilltop.

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Il birrificio Hilltop è un microbirrificio artigianale che ha sede a Bassano Romano nelle colline viterbesi a poca distanza dal lago di Bracciano. La cosa che mi ha sicuramente
incuriosito è che il papà di questo birrificio è un ingegnere informatico come me, che per passione si è avvicinato al mondo dei birrifici artigianali. 9 al momento le birre prodotte che spaziano dalle classiche IPA alle stout con qualche nota particolare come la belga speziata allo zenzero. Ma veniamo alle due bimbe in esame.

Wot Hop (Lotto 16001)

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Wot Hop – Hilltop Brewery

Ci troviamo di fronte ad una interessante Pale Ale, la cui peculiarità risiede nel fatto che i luppoli utilizzati non sono sempre gli stessi, ma cambiano ad ogni nuova “cottWH-Sticker-300x300a”. La sfida che il birrificio lancia agli appassionati è di indovinare quali sono stati i luppoli utilizzati andando a controllare poi sul sito a conoscendo il lotto a quale appartiene la cotta che si è assaggiata. Quella che ho provato io è dell’ultimo lotto con luppoli Southern Cross, quindi siamo di fronte ad una New Zealand Pale Ale (io non avevo indovinato).

La birra ha un colore giallo aranciato con un aroma leggermente fruttato. La schiuma è cremosa e abbastanza persistente e presenta una media carbonatazione. In bocca si avverte subito la luppolatura che rimane gradevolmente persistente. Il finale non tradisce la luppolatura e rimane amaro, il che assieme alla gradazione di 5% rende questa birra pericolosamente beverina ed adatta ad ogni occasione.

Tipologia Pale Ale (dipende anche dal tipo di luppoli usati)
Colore Giallo
Gradi 5%
Temperatura 8-10 °C

Hop Hill IPA

Eccoci alla IPA di questo birrificio (mi sa che avrete capito che sono tra le
mie preferite).
Gli aromi sono erbacei con vaghi sentori di limone. La schiuma è bianca e cremosa, ma non molto persistente. La carbonatazHop Hill IPA - Hilltop Breweryione è bassa. L’attacco è leggermente maltato ed è ben HH-Sticker-1-300x300bilanciato dalla luppolatura che si avverte soprattutto nel finale. Il retrogusto luppolato è piacevolmente persistente.

Una birra che si sposa bene con gli arrosti. Io l’ho abbinata ad un buon hamburger di fassona ed è ottima.

Tipologia IPA
Colore Ambrato
Gradi 6,5%
Temperatura 8-10 °C

 

Facciamoci una rossa, pardon una… Rozza

Ed eccoci nuovamente qui nel giorno di San Patrizio che vi invito a festeggiare in compagnia di una buona birra.

Oggi parliamo di una birra italiana del birrificio artigianale Ex Fabrica: la Rozza.

Questo birrificio è stato costruito, come suggerisce il nome, sullo “scheletro” di una fabbrica di conserve nel borgo lombardo di Grazzano Visconti. Produce un totale di 6 birre: la Ciara, una tipica Golden Ale; l’Amaricana ispirata alle American Pale Ale; l’Oro Nero, una interessante stout; una speziata Weiss; la Lait, una birra leggera, molto beverina e leggermente luppolata; ed infine quella che più mi ha incuriosito, ovvero la Rozza.

Rozza

La Rozza

La Rozza

La Rozza presenta un colore ambrato scuro molto intenso ed una schiuma cremosa ma poco persistente. Il profumo evidenzia il malto e il caramello. Il gusto non tradisce i profumi ed  è il malto a prevalere con una dolcezza abbastanza incisiva, il finale è leggermente e piacevolmente amaro anche se le note dolci rimangono sempre dominanti.

La carbonatazione è media e la gradazione (6%) non si fa sentire particolarmente.

Viene indicata come una birra ispirata alle bitter ale inglesi, ma la prevalenza del malto la fanno assomigliare di più ad una scottish ale. Un birra sicuramente interessante adatta a chi apprezza maggiormente le note dolci del malto e del caramello. Da abbinare sicuramente a formaggi stagionati e anche a qualche carne rossa.

Tipologia Bitter Ale/Scottish Ale
Colore Ambrato scuro
Gradi 6%
Temperatura 8-10 °C

Link:

Una gita nel Suffolk

Salve cari,

oggi vi voglio parlare di due birre d’Oltremanica: la Yard Bird Pale Ale e la Double Hop Monster IPA entrambe del birrificio Greene King.

Il birrificio in questione è uno tra i maggiori in UK e probabilmente il più grande della regione del Suffolk, noto alla cronaca inglese soprattutto per il grande numero di acquisizioni di birrifici (e catene di pub annessi) del Regno Unito. Ma andiamo ad analizzare le due birre in questione

Yardbird Pale Ale

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Yardbird Pale Ale

E’ una birra che è stata dedicata al noto jazzista americano Charlie “yardbird” Parker. Si presenta con un colore ramato molto intenso e una schiuma compatta di un colore bianco intenso.

I profumi sono poco marcati e lievemente fruttati e si apprezzano solo ad una temperatura di servizio di circa 10-12 gradi. Il gusto inizialmente maltato, lascia subito spazio all’amaro dei luppoli. Ha una media carbonatazione e il finale rimane amaro anche se non particolarmente marcato.

In finale si tratta di una birra molto beverina, grazie anche alla gradazione (4%) che si sposa bene con le carni bianche e qualche salume.

Personalmente non sono rimasto particolarmente colpito da questa birra sicuramente interessante, ma non abbastanza da uscire dalla mischia. Può essere un buon passatempo per una calda serata estiva.

Tipologia American Pale Ale
Colore Ambrato
Gradi 4%
Temperatura 10-12 °C

 

Double Hop Monster IPA

Double Hop Monster IPA

Double Hop Monster IPA

Ecco una birra che ha un nome altisonante che richiama alle grandi IPA americane. Si presenta con un colore ambrato molto limpido e una schiuma bianca cremosa e poco persistente.

L’aroma è lievemente fruttato, ma molto poco incisivo. Anche qui come la piccola sorella descritta sopra l’attacco è leggermente maltato e subito dopo si avvertono i luppoli, anche se non si palesano in modo particolarmente estremo.

Una buona carbonatazione caratterizza questa IPA insieme ad un finale amaro e leggermente speziato.

La gradazione sebbene importante (7,2%), non si avverte completamente. Si sposa bene con i fritti e con le carni bianche a mio parere.

Anche in questo caso si tratta di una birra interessante, ma non eccezionale in particolare perché il decantato gusto luppolato è presente ma non realmente incisivo.

Tipologia Double IPA, IPA
Colore Ambrato/Ramato
Gradi 7,2%
Temperatura 7-8 °C

 

 

Una Settimana di Birra

Settimana della birra

Settimana della Birra 2016

Ormai giunta alla sesta edizione, la Settimana della Birra Artigianale torna anche quest’anno dal 7 al 13 Marzo a movimentare il mondo birraio con eventi, promozioni e tanto fermento. Nata da un’idea di Andrea Turco, espertissimo blogger e giudice di concorsi birrai, la Settimana della Birra anche stavolta promette molteplici iniziative, dati i numeri raggiunti: rispetto ai 222 aderenti finali della prima edizione, a una settimana dal lancio il numero di aderenti quest’anno è praticamente triplicato e continua ad aumentare, arrivando inoltre ad interessare zone del Paese finora nuove a queste attività.

L’iniziativa ha trovato terreno fertile presso moltissimi addetti del settore, direttamente o indirettamente legati al mondo brassicolo, che in comune hanno come obiettivo la diffusione della cultura per un prodotto troppo spesso relegato a bevanda poco “importante”. Beershop, pub, ristoranti e birrifici permetteranno quindi ai clienti di usufruire di offerte particolari o di partecipare a eventi unici. A titolo esemplificativo, molti beershop applicheranno sconti fino al 20%, alcuni ristoranti promuoveranno degustazioni a tema birraio, altri pub eventi legati ad un birrificio in particolare, ci saranno gadget in omaggio e così via.

Quest’anno ad aprire la settimana inoltre ci sarà un evento “pre-opening” che si terrà il 6 Marzo a partire dalle 18 al Luppolo Station, pub romano in zona Trastevere: il “Ballo delle debuttanti“, così è chiamato l’evento, presenterà ai clienti 10 nuove birre in anteprima (quindi debuttanti) di altrettanti birrifici italiani. I birrifici coinvolti all’evento saranno di tutto rispetto, fra cui Birrone, Manerba, Birrificio del Doge, Elav, Foglie d’Erba. I birrai parteciperanno all’evento presentando in prima persona le loro creazioni.

Il sito relativo all’iniziativa è www.settimanadellabirra.it, ed è completo di tutte le informazioni utili sia per aderire come esercente (l’adesione è gratuita) sia per usufruire delle promozioni come cliente. E’ possibile fare ricerche per zona e per giorno, visualizzando anche su mappa i luoghi d’interesse.

Insomma la prossima settimana cercate di tenervi liberi, perché se ne berranno delle belle!

Link utili:

 

La Birra Artigianale è LEGGE!!!

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Ebbene habemus cervetia, o meglio come in molti sapranno la Camera ha da poco (18 Febbraio 2016) approvato la prima legge sulla birra artigianale.

Secondo il testo di legge:

Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione.

Di conseguenza la legge definisce implicitamente anche cosa sia un birrificio indipendente

…si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza e la cui produzione annua non superi i 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di prodotto per conto terzi.

Possiamo dire se non altro che almeno un vuoto legislativo è stato colmato, anche se come già molti altri hanno scritto la legge lascia una serie di interrogativi, primo fra tutti quello legato ai beer firm. Per chi non sapesse di cosa parlo, si tratta di tutti quei birrai che producono birra pur non avendo un impianto di proprietà, ma si appoggiano ad altri birrifici che realizzano le loro “ricette”. A questo punto secondo la legge quella dei beer firm può essere considerata birra artigianale? È necessario che l’impianto a cui ci si appoggia sia un birrificio artigianale?

Un altro appunto che qualcuno ha fatto riguarda quei 200.000 ettolitri che sembrano parecchi per qualsiasi birrificio a carattere artigianale, ma qui c’è poco da fare ci si deve adattare alle normative europee.

La cosa più importante però è che ancora non si parla di accise. Niente agevolazioni quindi per i piccoli artigiani ed ancora una tassazione tra le più pesanti d’Europa.

Per quanto mi riguarda sono contento che finalmente sia stata fatta un pò di chiarezza sulla questione, ma mi rimane sempre quel retrogusto amaro (purtroppo non di luppolo) di una cosa lasciata a metà.

Vedremo se le cose nel futuro cambieranno, visto che comunque un segnale positivo è arrivato.

Ad maiora.

La Sbracata – una IGA da provare

Eccoci qui per il primo articolo ufficiale di questo blog.

Inauguriamo quindi il tutto parlando di una birra fresca fresca di produzione.

Sto parlando della Sbracata new entry del Birrificio Turbacci di Mentana. Tralasciamo la descrizione di questo birrificio che sta ottenendo sempre più apprezzamenti nella piazza romana rimandandola magari ad un altro articolo (fateci sapere se la cosa vi può interessare) ed andiamo a descrivere la neo arrivata.

Si tratta di una IGA acronimo che sta per Italian Grape Ale, uno stile particolare e tutto italiano. Il famoso Berr Judge Certification Program (BJCP), organizzazione nata in America nel 1985 con l’obiettivo di formare e certificare giudici e degustatori birrai, ha pubblicato la nuova edizione delle Beer Style Guidelines, una guida ai diversi stili di birra. In questa edizione per la prima volta figura l’italian Grape Ale tra i “local styles” che si sono affermati a livello internazionale. Una bella soddisfazione per i birrai italiani.

Ma in pratica di che tipo di birra si tratta? E’ una birra che viene ottenuta dall’unione del malto con uva o più spesso con mosto d’uva che sempre più birrifici stanno prendendo in considerazione. Esistono infatti numerosi esempi di IGA proposte negli ultimi anni dai mastri birrai italiani.

La sbracata

La Sbracata, la nuova IGA di casa Turbacci

Ma veniamo alla nostra Sbracata. Come detto è una IGA prodotta con mosto di uve cesanesi di un colore rosso rubino molto intenso. Le note sono molto dolci e ricordano da vicino sia il gusto che i profumi tipici del Braghetto d’Acqui (da cui la birra trae ispirazione per il nome) con una frizzantezza meno marcata e un buon equilibrio. La gradazione alcolica sebbene importante (sono 7,5% vol.) non si avverte e scende giù che è un piacere, lasciando un retrogusto dolce molto marcato.

Data la particolarità della tipologia non è una birra a tutto pasto, ma trova la sua massima espressione accompagnata da un buon dolce, il massimo a mio parere è abbinarla ad una cheesecake ai frutti di bosco.

In conclusione una birra sicuramente interessante adatta a chi ama i sapori che più si avvicinano a quelli dei vini rosati con note molto dolci e morbide.

Al momento l’unico modo di gustarla è andare al Birrificio Turbacci in quanto non è stata imbottigliata e non è chiaro se lo sarà mai. Che aspettate andate a provarla.

Alla prossima.

 

Il Nido è aperto!!!

Salve a tutti,

è con sommo piacere che do ufficialmente il via a questo  blog che ha come unico scopo quello di divulgare la nostra passione per l’augusto nettare che ci delizia fin dai tempi degli Antichi Egizi: la Birra ed in particolare la birra artigianale in tutte le sue espressioni.

Complice con me sarà il Prode Marco, appassionato di Birra e soprattutto grande esperto di IPA (e noto alcolista ^_^).

Beh bando alle ciance e si dia inizio alle danze.

A breve il primo post.

STAY TUNED!!!